DARE PER DIO
Nel Vecchio Testamento Dio diede al suo popolo la proprietà di una terra. Ognuno ebbe la sua proprietà privata.Numeri 33:51-55 «Parla ai figli d’Israele e di’ loro: “Quando avrete passato il Giordano e sarete entrati nel paese di Canaan, scaccerete d’innanzi a voi tutti gli abitanti del paese, distruggerete tutte le loro immagini, distruggerete tutte le loro statue di metallo fuso e demolirete tutti i loro luoghi sacri. Prenderete possesso del paese e in esso vi stabilirete, perché io ve l’ho dato affinché lo possediate. Dividerete il paese a sorte, secondo le vostre famiglie. A quelle che sono più numerose darete una porzione maggiore e a quelle che sono meno numerose darete una porzione minore. Ognuno possederà quello che gli sarà toccato in sorte; vi spartirete la proprietà secondo le tribù dei vostri padri.
Giosuè 14:1-5 Queste sono le terre che i figli d’Israele ebbero come eredità nel paese di Canaan, e che il sacerdote Eleazar, Giosuè figlio di Nun e i capifamiglia delle tribù dei figli d’Israele distribuirono loro. L’eredità fu distribuita a sorte, come il SIGNORE aveva comandato per mezzo di Mosè, alle nove tribù e alla mezza tribù, perché alle altre due tribù e alla mezza tribù Mosè aveva dato loro eredità di là dal Giordano; ai Leviti non aveva dato, tra i figli d’Israele, nessuna eredità; i figli di Giuseppe formavano due tribù: Manasse ed Efraim; ai Leviti non fu data nessuna parte del paese, tranne le città per abitarvi, con le campagne circostanti per il proprio bestiame e i loro averi. I figli d’Israele fecero come il SIGNORE aveva comandato a Mosè, e spartirono il paese.
Ai Leviti (tribù di Levi) non fu assegnata alcuna proprietà. Essi erano addetti al servizo sacro. La loro eredità era la decima parte del raccolto ed i primogeniti degli animali che tutto il popolo condivideva con loro.
Di tutti i prodotti della terra gli ebrei dovevano prendere la decina parte più i primogeniti degli animali e mangiarlo davanti all’Eterno con la propria famiglia e in più dovevano farne parte al LEVITA, allo STRANIERO, all’ORFANO e alle VEDOVE. Facendo questo sarebbero stati benedetti da Dio.
Deuteronomo 14:22-29 Avrete cura di prelevare la decima da tutto quello che produrrà la tua semenza, da quello che ti frutterà il campo ogni anno. Mangerai, in presenza del SIGNORE tuo Dio, nel luogo che egli avrà scelto come dimora del suo nome, la decima del tuo frumento, del tuo mosto, del tuo olio e i primi parti dei tuoi armenti e delle tue greggi, affinché tu impari a temere sempre il SIGNORE, il tuo Dio. Ma se il cammino è troppo lungo per te, e tu non puoi trasportare fin là quelle decime, essendo troppo lontano da te il luogo che il SIGNORE, il tuo Dio, avrà scelto per stabilirvi il suo nome, perché il SIGNORE, il tuo Dio, ti avrà benedetto, allora le convertirai in denaro, terrai stretto in mano questo denaro, andrai al luogo che il SIGNORE, il tuo Dio, avrà scelto. Impiegherai quel denaro per comperarti tutto quello che il tuo cuore desidera: buoi, pecore, vino, bevande alcoliche, o qualunque cosa possa piacerti di più; e lì mangerai in presenza del SIGNORE tuo Dio, e ti rallegrerai tu con la tua famiglia. Non abbandonerai il Levita che abita nelle tue città, poiché non ha parte né eredità con te.
Alla fine di ogni triennio, metterai da parte tutte le decime delle tue entrate di quell’anno e le depositerai dentro le tue città; il Levita, che non ha parte né eredità con te, lo straniero, l’orfano e la vedova che abitano nelle tue città verranno, mangeranno e si sazieranno, affinché il SIGNORE, il tuo Dio, ti benedica in ogni opera a cui porrai mano.
La decima ed i primogeniti che offrivano non erano “per Dio”, ma per sostenere i Leviti, i poveri, gli stranieri ed i bisognosi e per mangiare davanti a Dio insieme alla propria famiglia.
Dio diede una proprietà privata ed una eredità al suo popolo ma volle che di questa ne facessero parte anche agli altri.
In Malachia 3:10 Dio incita a consegnare le decime “in modo che ci sia cibo nella mia casa”. Questo cibo non era per Dio, ma per tutti i beneficiari di cui ne parla in Deuteronomio 14:22-29.
Vediamo che queste prescrizioni erano specificatamente per il popolo di Israele che godeva della promessa terrena di una proprietà privata e doveva sostenere una tribù a cui Dio aveva deciso di non assegnare del terreno. Possiamo capire facilmente che il contesto in cui questo regolamento veniva applicato era totalmente diverso al NUOVO PERIODO iniziato da Gesù.
1. Gesù non promise proprietà private o terreni, anzi chiese a tutti lasciare le proprie possessioni e di dare tutto ai poveri per poi seguirlo.
2. Chiese di rinunciare alle proprie proprietà e non di consegnare la decma parte del raccolto.
3. Chiese di rinunciare a tutto ciò che abbiamo per conquistare una eredità eterna.
Matteo 6:19-20 «Non fatevi tesori sulla terra, dove la tignola e la ruggine consumano, e dove i ladri scassinano e rubano; ma fatevi tesori in cielo, dove né tignola né ruggine consumano, e dove i ladri non scassinano né rubano.
Luca 6:38 Date, e vi sarà dato; vi sarà versata in seno buona misura, pigiata, scossa, traboccante; perché con la misura con cui misurate, sarà rimisurato a voi.
Luca 12:33-34 Vendete i vostri beni, e dateli in elemosina; fatevi delle borse che non invecchiano, un tesoro inesauribile nel cielo, dove ladro non si avvicina e tignola non rode. Perché dov’è il vostro tesoro, lì sarà anche il vostro cuore.
Al credente, oggi, non viene consegnata una terra da coltivare o delle proprietà, gli viene detto di:
1. Lavorare per una proprietà eterna e spirituale.
2. Usare tutto ciò che ha per aiutare gli altri
3. Lo Spirito Santo, in applicazione al messaggio di Gesù, spinse e spinge tutti a mettere a disposizione degli altri ciò che abbiamo (vedi Atti degli Apostoli 4:34 e 35).
4. Viene tolto significato e valore alla proprietà privata. Il nuovo sentimento di amore che lo Spirito Santo portò sulla terra non poteva permettere che alcuni avessero molto ed altri nienete!
5. Chi aveva fu costretto dallo Spirito Santo a farne parte a chi non aveva!
6. Nel nuovo Testamento non troviamo l’obbligo di dare, di versare la decima. VIGE LA LEGGE DELL’AMORE PER DIO E PER GLI ALTRI.
7. La nostra casa non è nostra; diventa uno strumento per poter praticare l’ospitalità.
Romani 12:13 Provvedendo alle necessità dei santi, esercitando con premura l’ospitalità.
8. Siamo invitati a dare a chi ci istruisce nella Parola.
Galati 6:6 Chi viene istruito nella parola faccia parte di tutti i suoi beni a chi lo istruisce.
9. Dobbiamo aiutare gli altri in modo che tutti siano uguali
2 Corinzi 8:13-15 Infatti non si tratta di mettere voi nel bisogno per dare sollievo agli altri, ma di seguire un principio di uguaglianza; nelle attuali circostanze, la vostra abbondanza serve a supplire al loro bisogno, perché la loro abbondanza supplisca altresì al vostro bisogno, affinché ci sia uguaglianza, secondo quel che è scritto: «Chi aveva raccolto molto non ne ebbe di troppo, e chi aveva raccolto poco, non ne ebbe troppo poco».
10. Non per forza, non di mala voglia, perchè Dio AMA UN DONATORE ALLEGRO.
11. Chi ha lo usi per fare del bene e per essere ricco in buone opere
NON E’ DEL SIGNORE SOLO LA DECIMA PARTE DEI NOSTRI GUADAGNI, TUTTO E’ SUO. Tolto il necessario per noi, tutto il resto è suo.
Molti oggi insegnano e obbligano a versare una “DECIMA” in applicazione di quanto insegnato nel Vecchio Testamento. Mettono dei pesi sulle persone che non producono benedizioni, anzi, molte volte producono maledizione.
Non possiamo essere benedetti se promettiamo una “decima” secondo le regole del VECCHIO PATTO e poi ne versiamo solo una parte o lo facciamo perchè obbligati, senza gioia e senza volontà.
Se Dio ama il donatore allegro vuol dire che NON AMA il donatore non allegro! Se decidiamo di sottoporci alla legge dell’Antico Testamento dobbiamo stare attenti a consegnare tutto ciò che viene richiesto altrimenti “rubiamo al Signore” e saremo condannati per questo.
a. Non possiamo essere benedetti se non lo facciamo con allegrezza
b. Non possiamo essere benedetti se possiamo dare più del dieci per cento per aiutare chi ha bisogno e non lo facciamo.
c. Non possiamo essere benedetti se non lo facciamo con fede sapendo che quando diamo per Dio stiamo seminando per poter raccogliere abbondantemente quando saremo nel suo regno eterno.
Dio ci invita a dare perchè crediamo in Lui e nella sua ricompensa, AMIAMO gli altri, siamo RICONOSCENTI verso coloro che ci insegnano la parola di Dio e vogliamo sostenerli in modo che possono darci sempre un buon cibo spirituale.
Amiamo chi è nel bisogno, chi soffre, chi ha fame, chi ha sete e chi ci chiede aiuto!
Se decidiamo volontariamente di togliere, CON FEDE E ALLEGREZZA, una quota delle nostre entrate per donarla per il regno di Dio, questo sarà per noi una grande benedizione e saremo amati da Dio!
Lo faremo perchè nel “NUOVO PATTO” tutto ciò che abbiamo è di Dio e Lui ama chi dona con allegrezza per aiutare chi ha bisogno, per la diffusione del Vangelo e per sostenere chi annunzia la Parola.
Quando offriamo deve essere per noi un MOTIVO DI GRANDE FESTA. Investiamo con fede e RICONSEGNAMO A DIO ciò che ci ha dato e che non ci appartiene!
Consiglio di non chiamare “DECIMA” la quota che decidiamo di dare per l’opera di Dio; meglio chiamarla “OFFERTA SPECIALE” per non incorrere nel giudizio di Dio che dice: “meglio non promettere che promettere e non adempiere”
Anania e Saffira furono giudicati da Dio non perchè Egli voleva i loro soldi, ma perchè si presentarono davanti a Lui dicendogli una bugia. Dissero che era tutto, ma Dio sapeva che non era tutto!
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